Adesso il centro sinistra ha il suo candidato alla Provincia. E’ Loredana Capone, di professione avvocato, vicepresidente della Giunta uscente presieduta da Giovanni Pellegrino. L’assemblea provinciale del PD l’ha nominata, superando tutte i distinguo dei giorni scorsi, prima di tutto quello dell’ex presidente della provincia Lorenzo Ria (dissenso che non è rientrato) e poi anche quello di Sergio Blasi, che alla fine ha scelto la Capone, ricompattando così il partito.

“È stato richiamato il grande valore dell’unità a cui io sono fortemente legato – ha detto il sindaco di Melpignano -. Per questo, il mio non è un passo indietro, ma un rilanciare tutti insieme, prendendomi la responsabilità di dire che l’unità di questo partito mi sta profondamente a cuore, nel momento che rivendico, però, il valore del dissenso”.

Permane il dissenso di Lorenzo Ria che al momento del voto ha lasciato polemicamente l’aula: “La saggezza di chi poteva imporre per diritto le primarie, ma non lo fa per scelta politica, evita la frattura in questa sede, ma purtroppo non la evita all’interno del corpo sociale”.

Il senatore Pellegrino ha evidenziato le doti professionali, politiche ed umane di Loredana Capone, pertanto a suo parere è il miglio candidato che il PD poteva oggi indicare.

Con una situazione così il PD e la Capone possono pensare ora alla imminente campagna elettorale per le provinciali, contando sul vantaggio di avere un centro destra in affanno, che non ha ancora trovato una posizione unitaria e un candidato credibile.

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L’on. Angelo Sanza, a margine di un incontro del partito in Provincia di Bari, ha tenuto opportuno richiamare, ancora una volta, le incognite che porta con sè l’approvazione della legge sul federalismo fiscale. “I nodi sono ancora troppi – commenta Sanza - e dubito che l’attuale maggioranza, nonostante quello che dice il presidente del Senato Schifani, sia in grado di accettare nessuno degli emendamenti proposti dall’Udc. La Lega vuole l’approvazione del ddl Calderoli assolutamente prima delle elezioni europee e nessuno nella maggioranza potrà impedirglielo, pena pesanti contraccolpi sul Governo”.

“E’ già nei fatti l’Italia che opera a due velocità: il Sud – prosegue Sanza - è penalizzato su ogni versante dell’economia, dalla difesa del posto di lavoro, alle disponibilità di credito per le pmi. Non sarà facile dare ad ogni lavoratore in esubero un’indennità di sopravvivenza in questa terribile fase congiunturale. L’ex ragioniere dello Stato, Monorchio, ha ipotizzato un costo di 24 miliardi di euro. Praticamente una cifra impossibile da erogare in presenza del pesante disavanzo del nostro Paese. Una fascia di famiglie sta sconfinando nell’area della povertà.

E’ opportuno assumere una grande iniziativa, come sostiene Casini, un nuovo patto tra le generazioni, una riforma del sistema previdenziale che consenta di dare denaro necessario a famiglie ed imprese”. “Per questo progetto – conclude Sanza - non faremo sconti a nessuno. Proseguiamo nella linea nella quale ci hanno collocato i nostri elettori, che è quella di stare al centro, di non aver paura dei ricatti di destra o di sinistra, svolgendo compiutamente l’opposizione repubblicana che ci siamo assegnati”.

“Il nostro movimento, Comunità Attiva, sosterrà Florido alle prossime elezioni provinciali, valuteremo nelle prossime settimane le forme di partecipazione, se presentare,cioè, nostri candidati, come avvenuto di recente a Pulsano, oppure appoggiando candidati presenti in altre liste, come scegliemmo di fare a sostegno di Stefano”. Questo è ciò che ha dichiarato Angela Camarda presidente di Comunità attiva".

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Borraccino continua: “Oltre all’ambiente, il lavoro unitario svolto dagli amministratori di centrosinistra ha consentito anche di dare un futuro occupazionale stabile a centinaia di lavoratori che, per anni, sono rimasti nel limbo del precariato"

“Il centrosinistra, a Taranto, deve necessariamente presentarsi unito alle prossime elezioni provinciali. Le ragioni sono tante”. Inizia così un comunicato stampa firmato da Mino Borraccino, capogruppo alla Regione Puglia dei Comunisti Italiani, che interviene così sulla difficile ricomposizione in corso tra Pd, Rifondazione e Pdci, da una parte, e Idv e le liste civiche vicine al sindaco Stefàno, dall’altra. “Il mio appello all’unità delle forze democratiche – osserva Borraccino – non va colto solo nel senso di una visione dogmatica della politica. La necessità che le due anime del centrosinistra ionico si presentino unite alle provinciali del prossimo giugno nasce, non già da equilibrismi, tatticismi ed alchimie politiche, da un obiettivo ben preciso: non dobbiamo, non possiamo vanificare gli ottimi risultati raggiunti in questi anni di governo comune in Provincia, in Regione e in Comune.

L’ultimo risultato in ordine di tempo – ricorda il consigliere regionale dei Comunisti Italiani – è quello conseguito nella riduzione delle emissioni di diossina in atmosfera. Penso, in particolare, all’ambiente ed al lavoro comune fatto dal Consiglio regionale con gli amministrazione di Provincia e di Palazzo di Città. E’ questo un patrimonio prezioso da cui partire – commenta Mino Borraccino – per far sì che tutte le forze di centrosinistra possano nuovamente governare l’Amministrazione provinciale”. Borraccino continua: “Oltre all’ambiente, il lavoro unitario svolto dagli amministratori di centrosinistra ha consentito anche di dare un futuro occupazionale stabile a centinaia di lavoratori che, per anni, sono rimasti nel limbo del precariato.

E su questa strada dobbiamo continuare ben sapendo che, solo se uniti, si potrà pensare di sconfiggere una destra che già intravede la possibilità di vincere. Ed allora, concludo chiedendo a tutte le forze politiche impegnate al governo del Comune che sono contrarie alla candidatura del presidente Florido di stringere una forte alleanza politico-elettorale. E chiedo questo , ripeto, non tanto per soddisfare chissà quali interessi personali ma – avverte Borraccino – per salvaguardare gli importanti risultati ottenuti per la città di Taranto e per la sua provincia in settori importanti quali la tutela ambientale ed il lavoro. Una parte importante della nostra società ci chiede di non dividerci"”

Cominciano a placarsi le acque agitate dentro il Pd pugliese dopo la trattativa - fino a sfiorare la crisi - col presidente della Regione Nichi Vendola sul caso Taranto, ovvero lo scontro tra il «cartello» di partiti messi assieme dal sindaco vendoliano Stefàno e il candidato alla Provincia Florido. La schiarita definitiva sulla candidatura del centrosinistra jonico, che ha messo a repentaglio per un giorno la stessa ricandidatura di Vendola alle regionali del 2010, dovrebbe venir fuori presto con un’intesa sul programma tra il sindaco «ribelle» e il candidato Pd. 

Ma si cacciano le nubi anche nel territorio della sesta provincia. Ieri, infatti, sei sindaci della Bat hanno chiesto al partito regionale di promuovere la candidatura alla Provincia del deputato Francesco Boccia. I primi cittadini Vincenzo Zaccaro (Andria), Nicola Maffei (Barletta), Raffaele Bufo (Margherita di Savoia), Luigi Roccotelli (Minervino), Carlo Scelzi (Spinazzola) e Ruggero Di Gennaro (Trinitapoli) ricordano che il centrodestra ha tirato l’asso dalla manica di Francesco Ventola e l’Udc ha «scippato» alla sinistra l’ex sindaco Francesco Salerno.

Insomma, i tempi stringono e serve individuare una personalità autorevole sul piano regionale e nazionale. 

E l’identikit, per loro, non può che corrispondere a quello di Boccia. La proposta è stata immediatamente accolta dal partito regionale e lo stesso segretario Michele Emiliano ha chiamato Boccia per raccogliere la sua disponibilità. Ma Boccia preferisce prendere tempo: «mi fa piacere che in un momento così difficile il partito sia sia manifestato compatto e i sindaci abbiano pensato a me, ma avverto il bisogno di riflettere ancora un po’ prima di prendere la decisione». Fiato sospeso, dunque, mentre scatta l’ora dei chiarimenti anche con le donne del partito, che avevano protestato per la mancata presenza «rosa» nelle nomine della segreteria del partito. Da un lato, il Pd regionale ha ricordato che per la segreteria sono state rispettate le regole nazionali, dall’altro le donne contestano il mancato rispetto dello statuto regionale e minacciano di rivolgersi alla commissione di garanzia. Si spinge sull’acceleratore anche tra gli altri partiti dell’alleanza di centrosinistra che, tra qualche difficoltà, si sta ricomponendo in vista della sfida elettorale. Nei giorni scorsi Sd, Partito Socialista, MPS e componenti dell'associazione Uniti per la Sinistra hanno tenuto, alla presenza dei consiglieri regionali Michele Ventricelli e Carlo De Santis una riunione a Bari per concordare la presentazione di «liste e candidati unitari per la sinistra pugliese». Ipotesi che l’ex coordinatore del centrosinistra Onofrio Introna caldeggia, auspicando un esito a breve sulle europee. 

Per le amministrative, invece, i socialisti sperano in accordi a sinistra ma «laddove dovessero sorgere difficoltà, non escludiamo la ricerca di intese anche coi centristi dell’Udc». Da registrare, infine, l’aut-aut posto dal deputato Pierfelice Zazzera per conto dell’Italia dei Valori: «Fa piacere sentire dagli esponenti Udeur della nostra regione che rimarranno fedeli al presidente Vendola ed agli impegni elettorali assunti nel 2005 fino al termine del mandato - dice commentando le dichiarazioni alla «Gazzetta » del vice di Mastella, Buccoliero - nonostante Mastella abbia ottenuto la candidatura alle europee nella Pdl. Un po’ meno piacevole è intravedere l’intenzione, neppure tanto velata di rimanere fedeli a Vendola finché governa. Forse già preparandosi a governare con il centrodestra nel 2010. Insomma quella che si chiama politica dei due forni».


BEPI MARTELLOTTA (C) Lagazzettadelmezzogiorno.it

Sabato 21 si è tenuto a Todi un'assemblea programmatica dell'UDC nella quale vi era anche la rumorosa presenza dell'ex sindaco di Lecce Adriana Poli...

L'avvicinamento del movimento creato dalla Poli con l'UDC è in una fase molto avanzata, tanto che nelle elezioni provinciali salentine la Poli appoggerà a quanto pare il canidato Udc strappato alla Margherita, tal Stefano. L'ex sindaco di Lecce ha indicato che non aderirà al PDL, in quanto la cooptazione di AN nel nuovo partito è stata decisa a tavolino senza consultare nessuno.

Da segnalare il silenzio assordante del pdl pugliese che va avanti ad indicare candidature e liste sperando che quanto prima si spengano (perfettamente in linea con il loro modus operandi) i riflettori sulla fuoriuscita della senatrice.

In Puglia il centrosinistra vince ad Acquaviva delle Fonti, a Roseto Val Fortore, a Latiano dove la coalizione di liste civiche, Idv e Sinistra Ecologia Libertà vince sul candidato del Pd-Udc-Verdi, , il centro con la coalizione Partito Socialista - Udc e Io Sud vince a Galatina piuttosto nettamente con il 60% (probabilmente con i voti provenienti ovviamente dal centrosinistra) mentre sempre il centro con un pizzico di sinistra, in coalizione Udc-Verdi-Idv vince a San Pietro Vernotico sul candidato del PD. Il centrodestra invece vince a Cerignola, San Vito dei Normanni e vince di misura a Ceglie Messapica (per soli 77 voti). Mentre in Basilicata si votava solo a Matera dove il candidato della sinistra (sel, idv, verdi, civica, pd, rifondazione, Psi, Udc) vince sul candidato di IoSud. Vediamo in dettaglio i consigli comunali...

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