Domenica 28 Dicembre, come oramai da 30 anni, a Zollino si saluta l’inverno attorno al fuoco. A partire dalle ore 19:00 l’antico largo Lumardu verrà animato da giocolieri, saltimbanchi e musici che tracceranno il corso di una storia ancestrale fatta di riti e vecchi racconti, ballate salentine e mani che percuotono tamburelli...
La pizzica rincorrerà i canti di lavoro e quelli di lotta, le ronde spontanee sotto la luce delle fiamme disegneranno il tempo della memoria e accompagnate dallo scricchiolio dei ceppi regaleranno suggestioni inenarrabili.A cercare il connubio l’arte culinaria tradizionale con la famosa sceblasti (una puccia tipica di Zollino realizzata con impasto di farina di grano lievitata e condita con sale, olio, olive nere, zucchine, pomodori, capperi e peperoncino piccante) e i legumi preparati ”alla pignata” proprio come un tempo. Immancabile, a benedirne l’unione, il vino rosso che scalda e libera, che inebria e incoraggia al sociale.
La Festa del Fuoco vuole dare spazio a espressioni d’arte e lavoro, tra fantasia e realtà, come stimolo a confrontarsi su antichi e nuovi contenuti culturali; allusioni al mito intramontabile di Prometeo. Per questo accoglie, tra l’altro, estrose istallazioni sul tema del fuoco a cura del fantasioso artista zollinese Giuseppe Castellano.
Ad aprire la Festa quest’anno ci penserà la compagnia teatrale Baal Teatro con “LE DISGRAZIE DI FLAVIO”, spettacolo itinerante di Commedia dell’Arte tratto da un antico canovaccio di Flaminio Scala; aspetto originale di tale performance consiste nel fatto che gli attori, affiancati da giocolieri, sputa fuoco e musicisti della locale banda, elaborano episodi storici e leggende legati al luogo della festa, inserendoli nel canovaccio originario.
Sul palco di questa ormai famosissima festa popolare si alterneranno, per la sua 29esima edizione, i CUNSERVA MARA, collaudato gruppo di musica popolare che presenta un repertorio di pizziche e stornelli, canti d’amore e di lavoro, senza snaturarne l’originale essenza, e la BANDA ADRIATICA: l’ensemble guidato da Claudio Prima, eclettico organettista salentino, è un incontro di culture e provenienze sotto il segno del Mar Adriatico. A Maggio 2008 i musicisti si imbarcano su un veliero che li conduce nei porti dell’Adriatico dove la banda incontra importanti esponenti della musica tradizionale e di contaminazione etnica con i quali compone le musiche che diventano le basi di un nuovo repertorio adriatico.
In caso di maltempo la festa si svolgerà il 29 Dicembre.
“FESTA DE LU FOCU” Come e perché…la storia.
Il fuoco come forza generatrice, come grande catarsi, il fuoco come fine e principio, come purificazione.
Il fuoco che rievoca un passato ricco di idee da percorrere e poverissimo di mezzi per raggiungerle ma al contempo totalmente intestardito dal solo imperativo categorico, quello che non teme la fame: la forza popolare…E il fuoco che racconta un presente voglioso e indefesso nello scopo primo di ripercorrere, forte di mezzi nuovi, le stesse idee e riappropriandosi della terra restituirle alla terra.
Nasce dalla natura stessa delle donne e degli uomini di questa straordinaria fetta di meridione la Festa del Fuoco; nasce alla fine degli ani ’70 in un frattempo storico particolarissimo, nasce accompagnata dalla sofferenza di chi emigra, di chi saluta quella stessa terra di cui è parte senza poter dire con sicurezza che vi farà ritorno. Nasce dall’abbandono, spesso forzato, delle arti che la fanno grande (lavorazione del legno, della creta, del ferro, della pietra), dalla stimmata del suo linguaggio il griko che fa ghetto, fa straniero e non perdona perché ancora inconsapevole della riscoperta culturale.
Nasce da un popolo in cammino che se ne va nascondendo la natura ballerina, sottacendo il rullo del tamburello, dicendosi dimentico dei racconti e delle canzoni; nasce e restituisce con tempo e con tenacia la natura alla terra.
Le radici e le ali, questa l’idea di Giovanni Pellegrino, per primo, questo lo scopo, questo il progetto di riscoperta dell’identità salentina: conservare le radici del passato come valori da spendere nel futuro. Un imput colto dall’associazione culturale La Bottega del Teatro che diviene negli anni motivo di costituzione della vera e propria associazione Festa de lu Focu.
Il 28 dicembre da ormai 30 anni la gente di questa terra si da appuntamento a Zollino per rievocare la natura stessa del sud, i suoi ritmi ancestrali, i suoi mille talenti e farne in un sol colpo festa e liberazione.
Si nasce a nuova vita il 28 dicembre perché il fuoco partorisce la memoria, perché la fiamma attizza e svela la natura del popolo del sud e non importa se la musica sveglia il torpore o scioglie le lingue, se le suole si consumano in un girotondo che vedrà l’alba, non importa che forma il fuoco decida di dare alla terra ciò che conta è che il viaggio per una notte si ferma e la gente ritrova se stessa incontrando la gente.
A partire dalle ore 19:00
Largo Lumardu
Zollino
ingresso libero







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