La Puglia è una terra ricca, ricca di risorse, di talenti di fermento culturale, è un giacimento di innovazione e creatività che deve essere sfruttato. In questi 5 anni qualcosa si è mosso, qualcosa è cambiato, si è investito sui giovani e per i giovani; si è ridato respiro a una terra soffocata dalle polveri sottili, dalla diossina, dai rifiuti; si è puntato a diffondere la cultura dell’energia pulita; ed è grazie al lavoro svolto dall’amministrazione Vendola che ora la Puglia è al primo posto in Italia per la produzione di eolico e fotovoltaico con i suoi 37 miliardi di chilowattora di energia prodotta, e un surplus rispetto ai propri consumi dell’86%.
La politica ambientale è necessaria in una terra dove il turismo continua a tirare, che a dispetto dell’andamento negativo del paese, nel 2009 ha visto crescere del 4% gli arrivi dei turisti. Per questo siamo contro il nucleare, contro le piattaforme petrolifere che rischiano di deturpare il volto affascinante della nostra Puglia, oltre che a danneggiare irreversibilmente l’ambiente. Non si può pensare di dare le coste pugliesi in pasto a società petrolifere che pensano solo ai propri interessi e perdere di vista l’aspetto più importante: la valenza turistica della Puglia. Il ministero dell’ambiente ha già dato le autorizzazioni a procedere a prospezioni sismiche alla società londinese Northern petroleum, nel tratto costiero tra Bari sud e Monopoli, bypassando il parere della Regione Puglia che ha impugnato i provvedimenti di fronte al tar del Lazio.
Cosa dovremmo lasciare in eredità ai nostri giovani?
Per quanto mi riguarda la più grande aspirazione sarebbe lasciar loro un lavoro che permetta di costruirsi un futuro e un posto pulito dove far crescere a loro volta i propri figli. Tanto è già stato fatto. In un periodo di crisi la Regione Puglia ha risposto con fatti, non con parole. Il sostegno alla scuola violentata dal governo Berlusconi: 22 milioni di euro per mille precari che altrimenti sarebbero rimasti senza lavoro; il programma Bollenti spiriti: 120 milioni di euro a favore delle nuove generazioni; le misure anticrisi a favore delle imprese pugliesi: 13 avvisi per un totale di 714 milioni 720 mila euro; le politiche di contrasto al precariato che hanno garantito un posto di lavoro a 20mila lavoratori atipici in tutti i settori: ricordiamo gli ultimi interventi di stabilizzazione a favore di oltre mille irrigui e forestali e di 8mila lavoratori della sanità. Solo per citarne alcuni.
C’è ancora tanto da fare, e da fare nel migliore dei modi, per garantire un futuro alle nuove generazioni, per trattenere i cervelli e sviluppare talenti, c’è ancora tanto da fare per rilanciare l’economia pugliese puntando sulle specificità di un territorio che ha tanto da raccontare, ed è questo quello per cui voglio lottare, quello in cui credo, e che voglio realizzare con voi se me lo permetterete.
Vincenzo Divella






























