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Home Eventi nel Grande Salento Dal 12 al 26 Luglio 2009 - Adriatic International Festival

Dal 12 al 26 Luglio 2009 - Adriatic International Festival

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Per il quinto anno, torna l'AIF Adriatic International Festival della Provincia di Brindisi con la cantante di fado portoghese Joana Amendoeira, con i palestinesi Guirab, gli irlandesi Kila e l'olandese Amsterdam Klezmer Band. L 'idea di un invito al viaggio musicale rivolto allo spettatore muove, sin dal principio, le scelte dell'AIF Adriatic International Festival. Anche quest'anno, per la quinta edizione, si continueranno a scrutare esperienze musicali appartenenti a popoli e culture diverse nelle quattro tappe che raggiungeranno Brindisi e tre centri della sua Provincia: Fasano, San Donaci e Cisternino, dal 12 al 26 luglio, a ingresso gratuito...

Il festival l'unico in Puglia di world-music tornerà, al contempo, a proporre artisti e progetti particolari, generalmente non compresi nei normali circuiti estivi con il comune denominatore della ricerca e dell'ascolto inedito.

Si comincerà domenica 12 luglio nella Casina Municipale di Fasano con i KILA. La formazione irlandese offre al pubblico una sintesi interessante di sonorità dell'est, musica world e tradizionali e con essa approda a suoni modernissimi. L'Adriatic International Festival torna sabato 18 a San Donaci con l'AMSTERDAM KLEZMER BAND, come suggerisce il nome, questa volta i suoni sono quelli antichissimi del klezmer, la musica dell'anima che affonda le sue radici nel cuore dell'Europa orientale. Giovedì 23 luglio Brindisi, in piazza Vittoria, darà il suo benvenuto a un gruppo di giovani musicisti palestinesi, i GUIRAB. Occasione speciale perché la formazione nasce nel 1989 nel Campo di Burj el Chamali, uno dei più poveri del Sud del Libano. Guirab in arabo si traduce con “cornamusa" e la musica per questi ragazzi rappresenta un mezzo per sopravvivere alle pessime condizioni di vita dei campi e suonare all'estero, una fondamentale occasione per uscire da questo lager.

Ultimo concerto domenica 26 luglio in piazza Vittorio Emanuele a Cisternino con la grande cantante di fado portoghese, JOANA AMENDOEIRA. Come lei stessa dice: “E' nell'emozione del fado che le persone si identificano e riconoscono, le distanze non significano nulla". L'Amendoeira è considerata una delle nuove promesse del fado, tra le eredi di Amalia Rodrigues.

L'AIF Adriatic International Festival, è ideato e organizzato dall'Assessorato alla Cultura della Provincia di Brindisi, con la collaborazione artistica di Roberto Caroppo.

Il Festival nel corso delle quattro precedenti edizioni ha favorito in più occasioni l'incontro tra artisti di diverse nazionalità come nel caso dell'attore Brizio Montanaro e l'Ensemble Terra d'Otranto con la cantante greca Savina Yannatou e dei serbi Earth Wheel Sky Band con il trombettista salentino Cesare Dell'Anna. Ha inoltre, ospitato Oi Va Voi, Dam, Boris Kovac, Klezmatics, Kocani Orkestar, Fanfara Tirana, Carlo Nunez, Beltuner, Baba Zula, Elliot Murphy, Esma Redzepova, Daniele Sepe e la Brigada Internazionale e Maurice el Medioni.

Nello spirito multiculturale della rassegna, l'ideazione dell'immagine di fondo del manifesto della quinta edizione dell'AIF Adriatic International Festival è stata realizzata dall'artista montenegrino Pero Nikcevic.

I concerti, tutti a ingresso gratuito, avranno inizio alle 22.


Il cartellone

12 luglio ore 22, Casina Municipale
Selva di Fasano
KILA

18 luglio, ore 22, Piazza Pio XII
San Donaci
AMSTERDAM KLEZMER BAND

23 luglio ore 22, Piazza della Vittoria
Brindisi
GUIRAB

26 luglio ore 22, Piazza Vittorio Emanuele
Cisternino
JOANA AMENDOEIRA

I protagonisti

12 luglio ore 22,00 Casina Municipale, Selva di Fasano
KILA
Irlanda

Formazione:

ROSSA O' SNODAIGH: tin whistle, low whistle, clarinetto, bodhran, bonghi, congas, djembé, didgeratao, bandooria, dabrouka, percussioni, voce
COLM O'SNODAIGH: flauto, tin whistle, chitarra, djembé, voce e percussioni
RONAN O' SNODAIGH – bodhran, djembé, congas, bongos, chitarra, voce
EOIN DILLON: uillean pipes, tin whistle, low whistle, sjakers, voce
BRIAN HOGAN: basso, contrabbasso, chitarra, mandolino, batteria e voce
DARACH MACCONIOMARIE - violino
WILLY WALSH - batteria
SEANAN BRENNAN - chitarra e voce

“ Kila sono straordinari, sembrano provenire da un posto antico senza tempo" Bono Vox.
La band è una delle più innovative e coinvolgenti dell'intera scena europea, ed è supportata dalle molte collaborazioni con PETER GABRIEL e ultima nel 2008 con gli U2 e Simon Carmody collaborato insieme per un tributo speciale dedicato all'artista Ronnie Drew.

Il gruppo nasce dai fratelli O'Snodaigh e si è subito imposto sulle scene internazionali della worldmusic partecipando a numerosi prestigiosi festival come Montreaux in Svizzera, il World Festival in Tel Aviv, Womad in Reading, oltre ai numerosi festival in USA, Australia e Nuova Zelanda. 

Il loro particolare sound, al limite del tribale, li distingue dalle molteplici altre band irlandesi; le sonorità che riproducono in scena risentono inevitabilmente delle loro precedenti esperienze, anche di artisti da strada. Tradizione e innovazione con un pizzico di humour trovano giuste dosi in quanto la band sa produrre, tra le nostre preferite di sempre. Il paragone più immediato AFRO CELT SOUND SYSTEM, ma qui la natura irlandese è più pronunciata è errato definire KILA una band tradizionale, e neppure configurarla in un contenitore o con un'etichetta; il loro è puro magma sonoro che coinvolge qualsiasi platea. Kila si è imposta sulle scene internazionali partecipando a prestigiosi festival Compongono la band i fratelli Brian e Lance Hogan, i fratelli Rossa, Rònàn e Colm O'Snodaigh, Eoin Dillon e Dee Armstrong. Tutti i componenti la band sono multi-strumentisti e contribuiscono alle composizioni di musica e testi. Il loro ultimo album è “Tip Toe", scritto da Rònàn ò Snodaigh. Kila deve il suo successo alla mirabile sintesi di sonorità dell'est, di musica “world" e tradizionale di cui sono intrise le loro composizioni.

La band nasce anni fa dall'incontro di Rossa, Eoin e Rònàn con Colm Mac Con Iomain e Dave e Karl Odlum in occasione di una competizione di Irish Music alla loro scuola, concerto che suscitò molti entusiasmi. Il loro primo concerto fu nel famoso “Baggot Inn".

Rònàn O'Snodaigh è stato giardiniere, costruttore di strade, avventuriero. Il front man e solista dei Kila ha rivoluzionato il modo di suonare il bodhran con la sua tecnica innovativa. Egli suona anche un gran numero di altre percussioni. Atletico, un uomo della terra, è uno dei fondatori dei Kila nell'ottobre del 1987, ed un apprezzato poeta (sia in inglese che in irlandese) che usa i propri versi al servizio di un canto ritmico. Suona il suo bodhran (tamburo) con uno stile che spesso è simile alle talking drums e tablas.

Rossa O'Snodaigh suona il mandolino, la chitarra, il bouzouki, il djembè, il corno alpino, la tromba e lo “low whistle". E' impegnato anche in teatro sia come attore che come compositore di musiche e' un'altro dei fondatori di Kila, ha frequentato due corsi di teatro, ha lavorato come insegnante, ha condotto un programma per una radio, ha partecipato ad incontri di poesia ed infine ha recitato in film e soap operas.

Colm O'Snodaigh, “Obi Wan" Colm, prima di scoprire la vocazione musicale era un fisioterapista, un giornalista sportivo e giocatore di calcio di una squadra irlandese. Suona molti strumenti: il flauto, il violino, l'armonica, il sassofono e il djembè, e ama anche cantare. E' entrato a far parte dei Kila nel 1998. Ha inoltre scritto un libro di racconti brevi, composto le musiche per film e spettacoli teatrali, registrato un album da solista.

Dee Armostrong si è diplomata come regista presso il Dun Laoghaire College of Art and Design. Suona il violino e il salterio (hammered dulcimer) ha composto musiche per il teatro e suonato con le bands Yemenja e Orangeboom.

Eoin Dillon. ebanista di professione, iniziò a costruire cornamuse irlandesi “Uillean pipes" e finì per suonarle. Ama anche cantare e suonare il violino. E' uno dei fondatori dei Kila, ha lavorato anche con Hector Zazu, Manus Lunny, Janr Sibery e ha composto le colonne sonore di molti film.

Brian Hogan si è diplomato in animazione presso il Dun Laoghaire College of Art and Design, lavora all'inizio della sua carriera come disegnatore per la Disney. Suona il basso, ma anche il djembé, la chitarra, il mandolino e la batteria. E' diventato un nome sulla scena rock di Dublino suonando con la funk band Pamf, gli Hogans e gli Illywhacker.

Lance Hogan si è diplomato come regista presso il Dun Laoghaire College of Art and Design, si è specializzato come ingegnere del suono e compone le colonne sonore per vari film. Suona la chitarra, anche se inizialmente aveva studiato da batterista. Sa suonare anche il djembé, il basso e le percussioni, Prima di unirsi ai Kila nel 1996 aveva collaborato con i Dead Can Dance.

Discografia:

EIST 1990
HANDELS FANTASY 1993
MIND THE GAP 1995
TOG E' GO BOG E' 1997
LEMONADE & BURNS 2000
KILA-LIVE 2000
TIP TOE (Rònàn ò Snodaigh) 2001
LUNA PARK 2003
Live 2004


18 luglio ore 22,00 Piazza Pio XII, San Donaci
AMSTERDAM KLEZMER BAND
ZARAZA
Olanda

In lingua slava Zaraza vuol dire “contagioso". Un titolo, un programma per una band “Amsterdam Klezmer Band"  la cui musica ha davvero l'effetto del contagio.

Klezmer non è tanto un repertorio o uno stile musicale quanto un atteggiamento di libera adesione alla musica e alla vita in tutti i loro aspetti: gioia e dolore, ironia e sentimento. Questi "ingredienti" vitali non sono mai separabili tra di loro e non si può chiudere la porta ad uno di essi senza escluderli tutti.

La musica Klezmer è "musica dell'anima". Viene da un'interiorità profonda, e vuole raggiungere il cuore. I musicisti vogliono toccare la propria anima e quella dei loro ascoltatori. La loro musica esprime dolore e sofferenza, ma anche ilarità, esuberanza, presenza di spirito, ironia.

Nonostante unisca melodie appassionate, ritmi vivaci ed atmosfere piene di colore in uno stile di esecuzione pervaso da grande entusiasmo ed intensità di espressione, la musica ebraica ha però sempre un sottofondo doloroso. Non è tuttavia un semplice gemito lamentoso, ma rappresenta con sincerità la vita concreta con i suoi sentimenti profondi.

Il Klezmer, la musica da nozze ebraica delle aree rurali dell'Europa orientale ha rapidamente trovato la sua strada per diventare uno dei generi folk più popolari al mondo, definito in origine come una forma strumentale della musica ashkenazi, è stata una tradizione seriamente minacciata a seguito dell'Olocausto.

Oggi, una nuova cultura ebraica e un nuovo suono klezmer stanno emergendo, mescolando elementi di jazz, rock, hip hop, e l'AIF Adriatic International Festival è al suo secondo appuntamento con queste particolari sonorità, dopo il gruppo americano dei Klezmatics presentato a Brindisi nell'edizione 2007. La “Amsterdam Klezmer Band" è una formazione nata ad Amsterdam nel 1996 da alcuni musicisti di origine ebraica, legati alla loro cultura, ma anche aperti alle musiche balcaniche e mediterranee. Un mix che, con il passare del tempo ha scavalcato la tradizione, dando vita ad un repertorio sempre più personale ed eterogeneo. Il collettivo, fondato da Job Chajes, si è imposto sulle scene grazie ad un'attitudine del tutto particolare: radici nella musica ebraica sì, sempre ben in evidenza, ma anche migrazioni verso altri territori, dai Balcani alle terre slave, dalle molteplici trasformazioni migranti dei gitani, alla Turchia.

I riferimenti si sprecano, ma è soprattutto la fusione degli elementi ad apparire interessante. E divertente. Come le loro performance, adatte alla strada, ma anche alla sala da concerto più importante d'Olanda, il Concertgebow. La “Amsterdam Klezmer Band" è ospite fisso all'“Infamous Oerol Festival" tra il 1999 e il 2006, nel gennaio 2001 partecipano al “Noorderslag Festival", dove sono accolti come band rivelazione, cui segue il “Lowlands Festival" nel 2001 e nel 2006.

La band si esibisce nel 2002 e nel 2006 al “North Sea Jazz" nel 2002 e nel 2007 dove delizia il raffinato uditorio degli amanti del jazz e allo “Tziget Festival“ a Budapest nel 2007 dove il loro spettacolo alla Roma tent è considerato uno migliori e dei più coinvolgenti.

Nei 10 anni di carriera l'AKB suona in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Canada, dalla Russia all'Inghilterra ma anche in Francia, Germania, Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Svizzera, Polonia, Portogallo, Italia e perfino Turchia. I sette membri della AKB, abili strumentisti dotati di una forte vena creativa e un grande eclettismo, hanno un approccio creativo sperimentale, che unisce diverse tradizioni musicali appartenenti al bacino folk dell'Est europeo, dalla musica più strettamente klezmer fino alla musica balcanica e zigana e più in generale al jazz o al pop più ballabile.

Ed è proprio questa versatilità ha permesso alla band di raggiungere un uditorio assai vario, svincolandosi dal dilettantismo e dal regionalismo per incontrare i gusti di un pubblico di ogni età e nazionalità: i loro show sono caratterizzati da una forte energia e teatralità che creano una condizione di empatia con il pubblico caratteristiche che hanno contribuito in modo fondamentale al successo della band.

23 luglio ore 22,00 Piazza della Vittoria, Brindisi
GUIRAB
Palestina

Guirab significa “cornamusa" in arabo, e il gruppo nasce nel 1989 nel Campo di Burj el Chamali situato al Sud del Libano, un campo tra i più affollati e poveri della diaspora palestinese costantemente soggetto a devastazioni e distruzioni in una zona “calda" a breve distanza dalla frontiera israeliana. Ed è proprio in queste tragiche condizioni che nasce il più straordinario dei bagadoù (formazione musicale bretone): “Guirab“, ventuno giovani musicisti, di età compresa tra tredici e venticinque anni. Grazie all'Associazione palestinese Assomud la musica per questi ragazzi è un mezzo per sopravvivere alle pessime condizioni di vita dei campi e suonare all'estero rappresenta per loro anche l'unica possibilità di uscire da quei lager.

“I giovani hanno difficoltà ad immaginare il proprio futuro. Le loro condizioni di vita sono particolarmente difficili", afferma Mahmoud Jomaa un dirigente del Beit Atfmal Joumoud (la Casa dei Figli della Resistenza), un movimento scout da cui dipende Guirab, crede fermamente che la musica può migliorare le cose.  “E' importante che scoprano altri orizzonti. Sapere che esiste un altro mondo al di fuori del campo gli fornisce motivazioni per studiare a scuola. E siccome ne parlano al loro ritorno, l'effetto è moltiplicato". Una tale apertura è anche un modo di contrastare l'integralismo: “Il fatto di insegnare la musica non è apprezzato da tutti nel campo".

Il progetto ‘Ponte di musica' ha lo scopo di  costruire un ponte di musica  tra l'Italia e la Palestina per  dare  un contributo concreto  alla costruzione della pace in Medio Oriente.

Il progetto si propone da una parte di  offrire  ad adolescenti palestinesi, soprattutto a quelli che vivono situazione di maggiore disagio, attraverso lo studio della musica, la possibilità di esplorare le loro potenzialità espressive e creative, di scoprire la loro eredità culturale e nello stesso tempo di aprirsi al mondo. Dall'altra di dare agli adolescenti della Puglia  e della Toscana la possibilità di conoscere da vicino la Palestina,   la sua musica, la sua cultura, di ascoltare tramite testimonianze dirette  la realtà dell'occupazione,    per andare oltre le immagini di guerra e di distruzione che sono abituati a vedere in televisione.

I soggetti attuatori sono l'Associazione per la Pace di Mola di Bari e l'Associazione ‘Al Kamandjati'. Altri partner sono: Amici della Mezza Luna Rossa, Associazione Prima Materia, Municipalità di Ramallah.

26 luglio 2009 ore 22,00 Piazza Vittorio Emanuele, Cisternino
JOANA AMENDOEIRA
Portogallo

Formazione:

JOANA AMENDOEIRA: Voice
PEDRO PINHAL: Chitarra Fado
PEDRO AMENDOEIRA: Chitarra Portoghese
PAULO PAZ: Basso

“È nell'emozione del fado che le persone si identificano e riconoscono, le distanze non significano nulla". Nei quartieri popolari che fanno da corona alle banchine dove partono e arrivano vascelli da terre lontane nasce il “fado": un canto struggente come il destino, dalle origini antiche e avvolte nel mistero, più del flamenco. Il “fado" è ritmato dalle onde, intriso di "saudade": la nostalgia del luogo che si abbandona ancor prima di partire, la maledizione di un destino che ti allontana da chi ami. La "saudade" che si fa grido e lamento.

Joana Amendoeira è considerate una delle nuove promesse del fado, erede di Amalia Rodrigues e portavoce tra i più rappresentativi della tradizione lusitana che interpreta con grande intensità e sincerità, il suo è uno stile classico e tradizionale ma al contempo la sua splendida voce riesce a dare nuova vitalità e freschezza a questo straordinaria musica lusitana.

Nata a Santarèm il 30 settembre 1982, già a dodici anni prese parte al Lisbon Grand Fado Gala, ricevendo grandi consensi sia dagli addetti ai lavori che dal pubblico, e l'anno successivo vinse ad Oporto la categoria “Interprete Femminile" al Gala locale.

Da allora ha iniziato ad esibirsi in Portogallo ed all'estero, e nel 1998 incide il suo primo album “Olhos Garotos", la più giovane cantante di fado ad incidere un album.

Lo spettacolo all'Auditorium Radio Alpha di Parigi con la leggenda del fado Carlos di Carmo è stato il suo passaporto artistico per l'Europa, l'Africa e l'America dove ha partecipato alle celebrazioni per il 500° anniversario della scoperta del Brasile.

Nel 2000 ha inciso il suo secondo lavoro “Aquela Rua", che ha ricevuto ovunque positive recensioni, iniziando anche ad esibirsi regolarmente al Clube de Fado, uno dei più prestigiosi Club di fado della capitale portoghese.

La sua celebrità sale, e viene invitata per un Tour di un mese in Giappone, in Olanda, in Russia ed ancora in Francia.

In Portogallo viene scelta per la realizzazione di antologie del fado, come “Novas Vozes, Novos Fados" e “Nova Biografia do Fado" e nell'album – tributo a Moniz Pereira.

Quattro anni or sono, nel 2003, pubblica il suo terzo album, “Joana Amendoeira" che diventa popolarissimo tra tutti gli amanti del fado; per promuoverlo compie un lungo tour europeo ed alle più importanti convention di world music come il Mercat de Musica Viva 03 (in Vic, Spain) e lo Strictly Mundial 05 a Montreal, nel Quebec.  

Joana Amendoeira se da giovane è stata una grande promessa, è diventata una grande realtà dei più grandi festival portoghesi ed internazionali, ed il suo album più recente “Joana Amendoeira - ao vivo em Lisboa" non fa che confermare il fatto che ci troviamo di fronte ad una interprete dalla grandissima voce e dalla personalità spiccata, della quale sentiremo parlare ancora per molti decenni.


Il manifesto

E' stato realizzato da Pero Nikcevic è nato nel 1951 in Jugoslavia, conseguito il diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Belgrado si è trasferito nel 1976 a Parigi frequentando alle Beaux Arts di Parigi un seminario di Jean Bertholle per dipinti di grande formato.

Le sue avventure come un pittore continuano ad Amsterdam, New York e Los Angeles. L'esperienza americana si rivela però uno shock culturale per l'artista che tornato in Jugoslavia, lavora per quattro anni nel Monastero Resevici in Montenegro.

Nell'85, ritorna in Francia, su invito delle fabbriche Renault, e si occupa di un laboratorio di ceramica. Nel 1986, ha curato per la Montex una società in Montenegro, una collezione di  innumerevoli pezzi di ceramica policroma. Nel 1991 crea a Parigi il suo atelier Forge Belleville.

Gino Silvestri, professore dell'Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts di Parigi ha così descritto le tecniche espressive di Pero: "Un processo innovativo tra disegno e colore". Tratti per costruire forme e spesso colore che irrompe e crea volumi indispensabili per la vita ... Il suo gesto è rapidissimo e spazia indifferentemente su piani carta o tela e semplici fogli con vibrazioni immediate.



 

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