Partiamo da un punto fisso. L'imprenditoria del Veneto vota Lega Nord, la Lega Nord giornalmente parla male degli immigrati che rubano il lavoro agli italiani, degli immigrati che in realtà non servono al Nord, delle gloriose e giuste aziende del Nord che mantengono l'economia italiana. Ma si sa che i leghisti fanno il contrario di quello che propinano ai propri elettori, emblematico il caso del sindaco di Prato che delocalizza all'Est ed emblematico risulta il caso della Beton Rapid di Padova, azienda che produce calcestruzzo. L'azienda adducendo motivazioni relative ad un calo degli ordini e di competitività mettte meno di un anno fa in cassa integrazione ben 24 operai. Il lavoro si ferma e la ditta chiude ma pochi mesi dopo magicamente la ditta riapre con lavoratori tutti immigrati (slavi e rumeni)
Questo tipo di comportamento non è benefico per nessuno, nemmeno per gli operai immigrati visto che rischiano la vita ogni momento in quanto non sono formati e pochi mesi fa l'inesperienza ha fatto si che uno di loro perdesse un braccio. Da chi dovrà essere ripagato ora quel lavoratore? Come farà a lavorare in futuro? Con quale copertura previdenziale?
La lega nord probabilmente esiste perchè fa gli interessi delle aziende del nord che essendo inefficienti, non competitive e anche un po miopi scaricano i loro costi sui lavoratori. Come è accaduto a Padova, contrarre i costi licenziando operai italiani per assumere lavoratori esteri che possono essere pagati di meno.
Anche al costo della loro stessa vita.































Commenti
Scrivi di imprenditori del nord che da un lato sbraitano contro contro gli immigrati, dall'altro li utilizzano per i loro sporchi giochi. Beh intanto i titolari vivono qui ma non sono originari del sud, poi ti posso assicurare che gli stessi non sono proprio per niente leghisti, anzi!! direi proprio di tuttaltro colore politico e facevano di tutto per farlo notare bene all'interno dell'azienda.
I due "ex dipendenti" non sono altro che i titolari di prima solo che prima avevano un prestanome che risultava titolare.
Il lavoro in se presenta purtroppo diversi rischi ma stando attenti il pericolo si riduce di molto. Ho visto con i miei occhi cmq, molti lavoratori che anche se istruiti sul lavoro, e nonostante i numerosi cartelli che avvertono di stare lontani dai macchinari mentre sono in movimento se ne fregano altamente e aspettano solo che il caporeparto si allontani per togliersi le protezioni (guanti, occhiali ecc...), poi succedono gli infortuni e piangono. L'anno scorso un ragazzo ha perso un braccio, e non era immigrato, era un giovane di padova.
Era già diverso tempo comunque che l'azienda faceva tutto il possibile per lasciare a casa i dipendenti nostrani per prendere personale dalle cooperative, alcuni colleghi sono stati anche pagati per andarsene, altri costretti a licenziarsi per qualche ragione.
Il tutto operato, te lo ricordo, da persone non del nord, con i poster del Che in ufficio, e che facevano sempre notare bene il loro essere di "sinistra".
Quindi caro mio, visto che non in tutto l'articolo non hai detto una cosa giusta che fosse una, ti consiglio di informarti bene prima di sparare a zero.
Facciamo i seri, la società dei due ex operai della Beton è sicuramente di emanazione della ex Beton. Mi pare alquanto strano che i due operai ex beton si facciano una nuova società slegata dalla vecchia utilizzandone i vecchi impianti nonchè le commesse.
Saranno dei prestaname, nel 1900 questi si chiamavano crumiri
Pure Berlusconi dice di non essere proprietario di mediaset, suvvia
Il problema è che la lega è tutta un Flop, piu\' o meno come con i 12 milioni di euro che ha usato finanziando il flop film con migliaia di comparse rumene dentro il film girato in romania.
Chiedo venia se l\'articolo è quindi scritot male ma di professione faccio altro:-)
ciao
Seduta n. 243 del 10/11/2009
TESTO AGGIORNATO ALL'11 NOVEMBRE 2009
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Interrogazione a risposta scritta:
NACCARATO. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
all'inizio del 2009 l'azienda di costruzioni «Beton Rapid srl» con sede a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, ha aperto le procedure di mobilità per 24 lavoratori dello stabilimento di Ospedaletto Euganeo (Padova), motivando tale decisione con la necessità di far fronte alla crisi economica del settore e alla conseguente mancanza di commesse;
a seguito della messa in mobilità di questo gruppo di lavoratori, come prevede la legge in materia di licenziamento collettivo, attraverso la trattativa sindacale, nell'aprile del 2009 si è giunti alla firma dell'accordo per il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria (di seguito CIGS) della durata di un anno per la chiusura definitiva dello stabilimento di Ospedaletto Euganeo;
a distanza di poco tempo, come è stato pubblicamente denunciato da un'ordine del giorno approvato all'unanimità dal consiglio comunale di Ospedaletto Euganeo in data 28 ottobre 2009, si è verificata la ripresa dell'attività dello stabilimento in questione da parte di una nuova azienda, «Precompressi Ospedaletto Euganeo srl», composta da ex dipendenti della
Beton Rapid srl che, a fronte di un impianto e di macchinari di un valore stimato per circa sei milioni di euro, risulta avere - secondo la Camera di commercio - un capitale sociale interamente versato pari a soli diecimila euro;
nello stabilimento di Ospedaletto Euganeo dove operava la «Beton Rapid srl», la nuova azienda «Precompressi Ospedaletto Euganeo srl» svolge la stessa attività che in precedenza era svolta dalla «Beton Rapid srl» e vengono assemblati prodotti con il marchio «Beton Rapid srl»;
dopo il ricorso alla CIGS della durata di un anno per i ventiquattro lavoratori della ex «Beton Rapid srl», a seguito della ripresa della produzione da parte della nuova azienda «Precompressi Ospedaletto Euganeo srl», le organizzazioni sindacali di categoria hanno provveduto ad informare il competente Servizio per la prevenzione, l'igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPISAL) e l'INPS circa la presumibile alta pericolosità della situazione che coinvolge gli attuali nuovi dipendenti della «Precompressi Ospedaletto Euganeo srl» per la mancanza di esperienza e adeguata formazione della manodopera impiegata nello stabilimento. La situazione di pericolosità è confermata da un grave incidente sul lavoro, verificatosi il 23 ottobre 2009, che ha coinvolto un lavoratore di nazionalità serba, provocandogli l'amputazione di un braccio -:
se il Ministro sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali iniziative intenda porre in essere in relazione alla vicenda che ha portato alla chiusura della «Beton Rapid srl» e alla ripresa, a distanza di poco tempo, della medesima attività produttiva da parte della «Precompressi Ospedaletto Euganeo srl»;
quali iniziative il Ministro intenda porre in essere per vigilare sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza della manodopera attualmente impiegata nello stabilimento di Ospedaletto Euganeo, promuovendo gli opportuni controlli da parte dei competenti organi.
(4-04949)
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