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Home News dal Governo Protezione civile, quando la regata diventa "grande evento"

Protezione civile, quando la regata diventa "grande evento"

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Sono ancora a La Maddalena i “golden boys” di Guido Bertolaso. A poco è servita la sentenza della Corte dei Conti, né tantomeno gli scandali e lo spreco infinito di denaro pubblico. Utilizzato in grande quantità e non sempre in maniera trasparente per costruire opere che dopo lo scippo del G8, rischiano di passare alla storia come cattedrali nel deserto. Eppure gli uomini della Protezione Civile ci sono, eccome. Perché con il decreto n.2684/10 del 23 aprile 2010 firmato dal commissario delegato per il “grande evento” Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna, si costituisce «la struttura temporanea di missione per garantire il necessario supporto amministrativo e tecnico alle attività da porre in essere per consentire la realizzazione della “Louis Vuitton Series”».

 

Così arrivano da Roma 12 alti funzionari per supervisionare la gara delle vele blasonate, costata un occhio della testa e data ai sardi per risarcire lo scippo ancora più grande del G8 trasferito all’Aquila. Mentre ancora infuriano le polemiche per quei 2 milioni e trecento euro sottratti alle bonifiche del Sulcis martoriato e destinati, temporaneamente, a coprire i costi folli di una regata, la Loius Vuitton Cup, che fino ad ora non è servita a nessuno. Non certo ai 200 disoccupati della piccola isola che abbraccia uno dei mari più belli del mondo.

E siccome la Corte dei Conti aveva detto che una regata non può essere paragonata ad una catastrofe naturale e che quindi la Protezione Civile non poteva trasformare “un evento sportivo” in un’emergenza si cambiano i termini ma non la sostanza. Il decreto di Cappellacci, tiene ovviamente conto dell’ordinanza n.3838 del 30 dicembre 2009 firmata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In particolare dove si dice che «il Commissario delegato può avvalersi per la realizzazione degli interventi infrastrutturali del’Unità tecnica di missione della Protezione civile servizi S.p.A. costituita ai sensi del decreto-legge del 30 dicembre». E “l’unità di struttura di missione” si trasforma con un gioco di prestigio in “struttura tecnica di supporto”. Tra l’elenco dei dodici troviamo Francesco Campopiano, anche coordinatore, Michele Castaldo, capo struttura tecnica della Protezione Civile e Sisto Russo, responsabile del Volontariato, in prima fila anche nel terremoto dell’Aquila. Insomma, non funzionari qualsiasi, ma personaggi di spicco all’interno della struttura guidata da Guido Bertolaso.

Che si fa anche carico delle spese. Nel decreto della Regione Sardegna si legge che «gli oneri relativi sono totalmente a carico del Fondo della Protezione Civile» ma sono “disciplinati” sulla base del quinto comma dell’articolo 2 del decreto n.3838 del 2009. I dodici componenti della Commissione riceveranno un’indennità mensile “omnicomprensiva” tranne il trattamento di missione che vale 70 ore di lavoro straordinario, sempre a carico della Protezione Civile. Il suo fondo, spiega sempre il decreto della Presidenza del Consiglio, sarà «appositamente» integrato dal Ministero dell’Economia e della Finanza. Quindi ancora una volta, sembra di capire, a pagare saranno i cittadini.

di Francesca Ortalli - Unita.it



 

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