''Per la Chiesa il nucleare e' un diritto inalienabile per lo sviluppo economico e sociale''.Lo ha dichiarato l'arcivescovo di Trieste Mons.Giampaolo Crepaldi, oggi a Trieste, durante un incontro organizzato da SOGIN. Crepaldi ha ricordato che ''la Santa Sede e' tra i fondatori dell'Aiea, l'agenzia dell'Onu per l'energia nucleare'' e quindi cio' ''consente di seguire da vicino e di promuovere per il bene comune, da un lato il processo di disarmo e non la proliferazione nucleare e dall'altro la ricerca e le possibili applicazioni pacifiche della tecnologia nucleare''.
''Assicurata la sicurezza degli impianti e dei depositi - ha aggiunto l'arcivescovo - regolati in maniera severa la produzione, la distribuzione e il commercio di energia nucleare, mi sembra vi siano i presupposti per una politica energetica 'integrata', che contempli quindi accanto a forme di energie pulita, anche l'energia nucleare''. ''Da questi tre spunti penso di poter concludere che la Dottrina sociale della Chiesa ne' assolutizza la scelta per l'energia nucleare, sposandola sempre e comunque, ne' la condanna irrimediabilmente come sbagliata.
Piuttosto essa la inserisce nella comune responsabilita' dell'umanita' a costruire il proprio progresso futuro, nel rispetto non, come spesso si dice, dei diritti dell'ambiente, perche' l'ambiente naturalisticamente inteso non ha diritti, ma dei diritti degli uomini, compresi i poveri di oggi e di domani e le generazioni future'' - ha concluso Crepaldi.
fdm/cam/bra (Asca)
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