L'Assessore regionale alle opere pubbliche, Avv. Fabiano Amati, ci ha comunicato che durante l'incontro in Prefettura di venerdì scorso si è ribadita la posizione di dialogo tra gli Enti istituzionali coinvolti nella questione del depuratore. La Regione ha affermato che terrà conto delle istanze degli Enti locali, come ribadito in diverse circostanze, e in linea con gli impegni assunti con il Piano d'Ambito appena approvato. Il Piano prevede ingenti investimenti che nel breve futuro porteranno tutti gli impianti pugliesi ad essere adeguati alle nuove norme vigenti e che porterà, nella fattispecie del depuratore di Manduria, a depurare i reflui in tab.4 (il miglior grado possibile di depurazione) e a convertirlo gradualmente al riutilizzo irriguo.
Il progetto è stato redatto con la soluzione della condotta solo per non allungare troppo i tempi e per poter appaltare l'opera sotto la struttura commissariale per l'emergenza, presieduta da Vendola, e in scadenza di termini; ma subito dopo la sua cantierizzazione si prenderanno in esame tutte le modifiche ritenute opportune allo scopo.
Amati ha ricordato come l'impegno della Regione ha portato Manduria ad avere una soluzione che va ben oltre la normativa.La normativa vigente (D.Lgs. 152/06) prescrive che le acque siano scaricate in battigia con tab.1, mentre il depuratore di progetto per Manduria scaricherà acque in tab.2 (e con il tempo arriverà a tab.4) e riverserà le acque depurate a 1 km. di distanza dalla riva; per questo motivo la soluzione risulta essere più efficiente di quanto prescrive la norma, e tutela la Regione da eventuali ricorsi.
Nonostante ciò, il dialogo con le parti interessate proseguirà per migliorare il progetto come sopra indicato e per raggiungere una soluzione condivisa da tutti.
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