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Il Governo impugna la legge della Regione Puglia sulla ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese

Con riferimento alla notizia della delibera di impugnazione, da parte del Consiglio dei Ministri, delle leggi regionali numeri 9 ed 11 del 2011, in materia di ripubblicizzazione di AQP ed istituzione dell'Autorita' Idrica Pugliese, l'assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Sull'Acquedotto pugliese l'impugnazione era più che prevedibile, a causa della profonda e radicale differenza di punto di vista giuridico e politico tra il Governo nazionale e i Cittadini italiani, delle cui aspettative sull'argomento ci siamo fatti convinti porta bandiera. Da ciò che mi pare di cogliere i motivi su cui si fonda l'impugnazione sono la trasformazione di AQP da società per azioni a soggetto giuridico di diritto pubblico e la potestà del legislatore regionale di imporre l'affidamento del servizio.

Circa l'impugnazione della legge istitutiva dell'Autorita' Idrica Pugliese, i rilievi sono di modestissima portata e fondati, sulla base di quanto riesco a capire a caldo, su una disposizione che introducemmo accogliendo un emendamento dell'opposizione e su mancanza di precisione sul transito del personale dall'ATO all'AIP. E' chiaro che sulla legge di ripubblicizzazione di AQP resisteremo con tutto l'impegno e l'ingegno dinanzi alla Corte costituzionale, mentre sulla legge istitutiva dell'Autorita' Idrica Pugliese e' probabile, anche questo detto a caldo, che torneremo in Consiglio regionale per adeguarci ai rilievi marginali posti, che in ogni caso non producono, anche in termini di prudenza, alcun problema di applicabilità immediata.

Al netto delle considerazioni giuridiche e considerata la straordinaria battaglia che sul servizio idrico integrato stiamo combattendo, senza alcuna esitazione, mi piace sottolineare che il Governo nazionale preferisce impugnare una legge regionale emanata nel rispetto della volontà dei Cittadini italiani espressa col referendum, piuttosto che intervenire esercitando i suoi poteri legislativi per riordinare la materia nel senso indicato con la consultazione popolare. Politicamente questo atteggiamento mi sembra una dichiarazione di "guerra" avanzata nei confronti dei Cittadini italiani, e non solo nei confronti della Regione Puglia, da parte del Governo nazionale; cio' mi fa maturare l'impressione che il Ministro degli Affari Regionali avrebbe potuto delegare alla richiesta di impugnazione il Ministro della Difesa, così come si fa appunto in tempo di "guerra"."

 

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