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Fondamentalista cristiano, estremista di destra e Xenofobo: ecco l'identikit di Anders Behring Breivik

Nonostante i titoloni di Belpietro e Libero con l'immancabile Sallusti de "Il Giornale" (Ritorna il terrorismo islamico? Oslo sotto attacco) ecco il vero identikit dell'attentatore che ha fatto secondo le ultime stime 94 morti in Norvegia. I numeri non sarebbero comunque definitivi dato che secondo i primari degli ospedali nei quali sono ricoverati i feriti, una ventina di ragazzi sarebbero purtroppo in fin di vita. Il terrore in questo caso non proviene da qualche stalla afgana o da qualche diroccata casa irachena, il terrore non è islamico nè arabo visto che si annidava nelle fondamenta a volte nascoste ma sempre pericolose del pregiudizio e della xenofobia europea. Un evento così inatteso da risultare inverosimile tanto che manda in default le redazioni dei soliti giornali pronti a fare campagna elettorale sulla paura verso il diverso e verso coloro che non sono di religione cristiana.

Si tratta di Anders Behring Breivik, un belloccio purosangue norvegese di circa 1,90 metri di altezza con simpatie xenofobe, fondamentalista cristiano e anti islamico pronto magari a sparare non solo metaforicamente contro i comunisti, rei di favorire l'invasione islamica dell'Europa dato che sono sostenitori della tollerenza e dei diritti individuali di ogni persona, di qualunque credo essa sia. Un odio che in Europa per la verità non è mai sparito, un odio che si annida da millenni nelle famose "radici culturali" che periodicamente ritornano a galla per difendere la Fortezza Europa ora dagli islamici, ora dagli ebrei, ora dagli zingari.

Negli ultimi anni la destra xenofoba europea in verità aveva conquistato, nonostante 20 anni di nazi-fascismo e milioni di morti, molti spazi politici e a volte responsabilità di Governo. Come dimenticare i forti partiti xenofobi in Francia, in Austria, in Germania, in Italia (indovinate chi?), in Belgio, in Polonia che hanno anche "infettato" le grandi socialdemocrazie nordiche come la Norvegia e la Svezia? Ideali e fini che seppur travolti 60 anni fa dalla sconfitta non sono state mai eradicate dal substrato culturale europeo grazie anche ad un integralismo religioso duro a morire. Ma torniamo ad oggi.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Secondo i media norvegesi Breivik milita in ambienti estremisti e aveva due armi registrate a suo nome, fra le quali un fucile automatico, probabilmente lo stesso con cui ha aperto il fuoco all'impazzata contro i circa 600 partecipanti del campus laburista. Il quotidiano Verdens Gang ha intervistato un suo amico che ha raccontato come l'uomo si sia avvicinato all'estrema destra in gioventù, intorno ai vent'anni. Il quotidiano riferisce inoltre che partecipava regolarmente ai forum online esponendo idee fortemente nazionaliste. E' stato iscritto alla sezione giovanile del Partito del Progresso (Framstegspartiet, FrP) nel 1999, di orientamento conservatore e liberale, dove è rimasto fino al 2006. Tra il 2001 e il 2002 avrebbe ricoperto alcuni incarichi fra i quali quello di presidente di sezione. Attualmente il partito è il secondo nel parlamento norvegese con 41 seggi. "Ho lavorato diversi anni per il Partito del Progresso - avrebbe scritto lo stesso Breivik in un post su Twitter - e per sostenerlo quando eravamo ancora a meno del 10 per cento", riporta il principale quotidiano norvegese Aftenposten.

Diversi i suoi interventi in rete sul sito Document.no, che si descrive come un sito di analisi politica e commenti, e su altri forum. In questi Breivik non si abbandona a insulti, ma propone analisi estremiste relative al multiculturalismo, marxismo, Islam. "Per me" - scrive ad esempio in un post - "è ipocrita trattare musulmani, nazisti e marxisti in modo diverso: sono tutti supporter di ideologie dell'odio". In altri interventi critica i 'network marxisti-umanisti' che a suo dire si sono radicati nella società norvegese. Breivik è anche membro di un blog neonazista svedese, Nordisk, fondato nel 2007, che pone in risalto "l'identità, la cultura e le tradizioni nordiche".

Odio appunto.

Commenti   

 
0 # Carmen87 2011-07-24 06:15
Innanzitutto Breivik non è affatto cattolico ma protestante (e massone), dunque vi faccio presente che non siete affatto nelle condizioni di poter criticare gli altri giornali, visto che voi avete titolato una balla clamorosa (a cui scommetto che non farete seguire alcuna rettifica), senza peraltro nessunissimo fondamento, mentre i giornali che hanno parlato di terrorismo jihadista si riferivano alle informazioni inizialmente accreditate, fondate oltretutto su una falsa rivendicazione. Anche il titolo dell'Unità faceva riferimento a quest'informazi one, quindi non si capisce per quale motivo ve la prendiate solo coi giornali che non piacciono a voi.
Comunque vorrei dire che non ha nessun senso parlare di "fondamentalism o cristiano" in relazione al gesto compiuto da Breivik, come invece fate voi allegramente, innanzitutto in quanto si tratta di un gesto con motivazioni chiaramente politiche, in senso ovviamente folle e degenerato, con obbiettivi non a caso politici, ma soprattutto in quanto non esiste alcuna matrice culturale di tipo cristiano che possa essere individuata come riferimento di un comportamento terroristico. Sembra chiaro che un gesto come quello di Breivik vada considerato unicamente come il gesto isolato di uno psicopatico. Voler chiamare in causa un qualche presunto fenomeno collettivo di tipo religioso interno alla Cristianità significa falsare completamente le cose e in modo del tutto pretestuoso.
Dicevo che Breivik è protestante, e appartenente a una loggia massonica protestante, ma tengo a ribadire, da cattolica, che non c'è assolutamente da trarne alcuna conclusione in riferimento al gesto compiuto per ciò che concerne il mondo protestante. Oltretutto l'appartenenza religiosa pare che non fosse affatto uno degli aspetti fondamentali della persona di Breivik, quanto piuttosto una semplice generalità, come il fatto di essere norvegese o bianco di carnagione, una generalità tra le tante che sono state evidenziate per rimarcare che gli attentati non avevano una matrice jihadista, e che sono state poi indebitamente rielaborate e sintetizzate da certa informazione per proporre il personaggio in questione come rappresentante di un presunto "fondamentalism o terroristico cristiano", di fatto inesistente sia nello specifico del gesto sia come fenomeno collettivo.

Carmen, 23 anni, Salerno

p.s. Oltretutto pare che nel suo campo Breivik coltivasse marijuana. Non so se volete trarne delle conclusione. Fate voi.
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0 # antonio 2011-07-24 08:16
Ci mancherebbe che non fosse considerato come un gesto isolato da parte di un folle. Ma è la stessa polizia norvegese a definirlo integralista cristiano, provvedo in tal senso a modificare il titolo dell'articolo.

Sul fatto che non esista alcun substrato culturale... per carità è una tua libera opinione, ma la mia altrettanto libera opinione è diametralmente opposta. Sono millenni che esistono substrati culturali pericolosi. C'è troppa gente invasata sulle radici cristiane dell'europa, sulla lotta agli islamici, sulla lotta alla multiculturalit à etc...
Solo che qualcuno magari si diverte a spaccare qualche testa ogni tanto armato di spranga, qualcun altro invece va oltre e combina i massacri.

Io son dell'opinione che gli integralismi vanno isolati, da qualunque parte essi arrivino.
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0 # Carmen87 2011-07-25 18:05
Non ho detto che non esista in Europa alcun substrato culturale pericoloso, ho detto che non esiste "alcuna matrice culturale di tipo cristiano che possa essere individuata come riferimento di un comportamento terroristico". Se tu fai riferimento a chi sostiene le radici cristiane dell'Europa parli di tutt'altro argomento, e di sicuro parli di tutt'altro argomento se addirittura intendi riferirti ad un qualcosa che fai risalire ai MILLENNI. Di pericoloso in Europa ci sono gli estremismi politici ed eversivi che fanno presa su modelli violenti. Quello che io contesto è il modo di far risalire il comportamento di Breivik al concetto del Cristianesimo. a tal punto da includerlo in una definizione tout court di Breivik come "fondamentalist a cristiano". Breivik non è essenzialmente un cristiano, e non è nel Cristianesimo che vanno rintracciati i suoi presupposti ideologici, bensì in un europeismo tribale e nazionalistico che non ha niente a che vedere con l'universalismo cristiano e che neanche può essere visto come un Cristianesimo estremista. Chi è l'estremista cristiano? L'estremista cristiano è uno che passa la sua vita nelle missioni a curare i lebbrosi, non certo uno che ammazza la gente con un mitra.
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0 # antonio 2011-07-25 23:19
Carmen, è ovvio che nel vangelo non vi è scritto che bisogna ammazzare gli infedeli. Come sia ovvio che, oggigiorno, non vi sia una dottrina cattolica cristiana ufficiale che avvalli l'uso della violenza per convertire gli infedeli.
Però è anche vero che centinaia di anni in cui si è pensato di far guerre sante verso tizio o caio non è che di colpo si siano cancellate. E questi discorsi, relativamente anche alle famose crociate, sono stabili in un substrato culturale che è duro a morire. Per dirne una, dopo centinaia di anni a cui agli ebrei è stato fatto di tutto con il sostegno ufficiale della Chiesa che si è spinta anche a dichiararsi antisemita a fine 800 si è arrivato poi al punto che qualcuno, nato e cresciuto in questa cultura, ha messo in pratica quanto appreso.

Per quanto rigaurda i lebbrosi, per carità...ci sono cristiani che curano i lebbrosi, ma c'è anche chi di lebbrosi non ne ha visti nemmeno uno per sbaglio e preferisce pascolare in piazza S. Pietro a Roma con annessa mercedes diplomatica.
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0 # Carmen87 2011-07-26 06:49
I fatti del passato a cui ti riferisci andrebbero innanzitutto contestualizzat i nei tempi in cui avvennero, e non credo proprio che siano alla base di una qualche forma di fenomeno culturale dei nostri tempi, al di fuori di un uso pretestuoso di quei fatti da parte di chi invece intende utilizzarli a sproposito per attaccare la Cristianità dei nostri giorni. Di guerre sante ce ne sono state da tutte le parti, ma quelle che vengono ricordate sono solo le Crociate, le quali vengono indebitamente considerate guerre di religione dovute alla Chiesa, mentre in realtà avevano motivi politici, videro la partecipazione di tutti i regni europei e servivano a dare una prova di coesione e di forza verso chi aveva mostrato e continuava a mostrare uno slancio espansivo pericoloso per l'Europa. Servivano soprattutto a difendere Costantinopoli, alla quale il mondo islamico puntava e che difatti fu conquistata nel 1453, con lo sterminio di tutta la popolazione, la conquista dell'intera Anatolia, della Grecia e di gran parte dei Balcani. Oggi tutti stanno a piangere per le Crociate mentre nessuno ha mai speso una lacrima per Costantinopoli. Solo le Crociate vengono ricordate, mentre invece tutta la marea di conquiste portate avanti dal mondo arabo sono considerate alla stregua di un tenero venticello, la conquista di tutto il Medio Oriente (Terra Santa compresa), la conquista di tutto il Nord Africa, della Sicilia, della Spagna e finanche il tentativo di penetrare nel cuore dell'Europa fino alla battaglia di Poitiers, e in seguito fino alla battaglia di Lepanto, tutto questo non ha mai colpito negativamente l'immaginario collettivo, dominato com'è da certo retaggio politico, più di quanto non abbiano fatto le Crociate, che in fondo puntavano a una piccolissima conquista simbolica. Eppure quando io mi trovo a parlare con un mussulmano non mi sognerei mai di chiedergli di rendere conto della presa di Costantinopoli o di Alessandria, mentre a me viene di continuo chiesto di rendere conto delle Crociate. C'è una disparità in tutto questo, ed è una disparità che nasce da un uso pretestuoso, strumentale e capzioso della storia, il quale non dovrebbe esserci in nessun caso. Solo alla Chiesa vengono addebitati fatti del passato, e la si considera quasi come un corpo morto interno alla Storia, sempre uguale a se stessa e in dovere di rendere conto di fatti appartenenti ad epoche che avevano sistemi di valori diversi dai nostri, come se quei fatti fossero azioni compiute da un unico soggetto immutabile, la Chiesa, questa astrazione resa soggetto astorico interno alla storia, estraneo al percorso di progresso di civiltà compiuto dall'Umanità nel suo complesso. L'Inghilterra protestante nel 1600 attuò delle vere e proprie politiche di sterminio in Irlanda, e il colonialismo inglese ha poi attuato violenze senza freno fino al secolo scorso, e ancora fino agli anni '60 del secolo scorso la Francia in Algeria praticava le torture e le esecuzioni extragiudiziali , eppure oggi nessuno si sognerebbe di addebitare all'Inghilterra o alla Francia questi fatti del passato mentre solo la Chiesa è l'imputato unico di un passato che appare quanto mai usato in modo del tutto pretestuoso.
Aggiungo che l'espressione "pascolare in Piazza San Pietro" tradisce molto di te e del tuo anticattolicesi mo preconcetto. Ti assicuro che le persone non pascolano, e sei pregato di avere rispetto per chi frequenta un luogo che è tra i più visitati al mondo. Le Mercedes di cui parli non sono uno sfoggio di ricchezza o un lusso, ma delle auto di servizio idonee a un uso di trasporto diplomatico nel contesto di un sistema di sicurezza, ed è ancora e sempre per motivi pretestuosi che sono le uniche auto contestate al mondo.
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0 # antonio 2011-07-29 11:38
Mah, quando parlo di vicende storiche cristiane che sono oramai alla base della cultura europea mi riferisco anche all'antisemitis mo. Non è certo un mistero che la chiesa cattolica sia stata da sempre antisemita, sai nell'800 stampava anche voltantini contro gli Ebrei. E questa cultura stratificata nei paesi europei di disprezzo verso il diverso (in questo caso ebrei) non hanno che fatto germogliare poi il male del nazismo causando milioni e milioni di morti. O credi davvero che hiltler e compagnia bella siano sorti così dal nulla? Dal nulla appunto non nasce niente, le vicende storiche invece nascono da trascorsi e da sentimenti "diffusi" tra la popolazione.
Sulle guerre in terra santa io sorvolerei, erano appunto guerre tra potenze straniere così come vi sono dall'alba dell'uomo. La Chiesa così come l'Islam si comportavano e si comportano come potenze a tutti gli effetti dirette a conquistare quanti più territori possibili.
Non è certo un mistero che per esempio, quando Federico II diventa Re di Gerusalemme senza spargere sangue grazie ad un accorto con un nipote di Saladino, il papa la prende male in quanto gli obiettivi erano appunto lo spargimento di sangue.
La chiesta voleva imporre comunque il suo volere su l'Europa e il nord Africa e in Nord Africa c'era chi voleva imporre il suo volere in Europa. Non sono santi nè gli uni nè gli altri.
Poi se vuoi possiamo pure aprire una discussione su chi fosse più tollerente tra l'islam e la Chiesa nei confronti della scienza e delle libertà altrui all'epoca...se ti informi avresti delle sorprese, per te, un po negative :)
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0 # antonio 2011-07-29 11:42
PS: ieri il Minzo TG (Rai1) ha fatto passare il messaggio che la strage c'è stata non perchè c'è una intolleranze e xenofobia che porta a questo, ma perchè la cultura e lo stato norvegese è troppo aperto..
Insomma una strage sorta non da un pensiero di destra estremo sempre più diffuso, ma dalla troppa libertà civile che vige in Norvegia

Incredibile Minzo.
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0 # Carmen87 2011-07-30 10:16
Per quanto riguarda l'antisemitismo , ti consiglio di leggere i capitoli che trattano dell'argomento in "Le Origini del Totalitarismo" di Hanna Arendt.
http://www.ibs.it/code/9788806200640/arendt-hannah/origini-del-totalitarismo.html
Per il resto credo che io e te parliamo due lingue diverse. Da parte tua non hai colto nulla di ciò che ho detto e continui a battere sui tasti che rientrano nelle tue abitudini. Dici addirittura che la Chiesa ha sempre cercato di "ampliare i suoi territori". Mah! Io dico che la storia non si studia con le leggende nere, e in ogni caso la mia digressione storica era volta a far capire che non è corretto riferirsi a delle realtà comunitarie dei nostri tempi, come uno Stato o come una Chiesa, attribuendo loro delle responsabilità d'azione che si perdono nei secoli, come se stessimo parlando di soggetti unici e immutabili che vivono come una sora di vita individuale che percorre la storia. E ti facevo presente che questo viene fatto solo nei confronti della Chiesa, selezionando una serie di eventi, decontestualizz andoli, esagerandoli nella loro portata negativa, e attribuendoli ad un soggetto unico che appare quanto mai un'astrazione, quasi una sorta di entità metafisica interna alla storia, il tutto per elaborare una leggenda nera con cui creare accuse da rivolgere alla Chiesa di oggi. Non hai preso in considerazione nulla di quello che ho detto e continui a ripetere: "La Chiesa secoli fa ha fatto questo, la Chiesa secoli fa ha fatto quest'altro", e via dicendo, Non ci capiamo. Comunque ti consiglio anche un'altra lettura, che invece può essere utile ad avere una comprensione di quanto possa essere complessa una concezione del divenire storico, e cioè le lezioni berlinesi di Filosofia della Storia di G.W.F. Hegel.
http://www.ibs.it/code/9788842067245/hegel-friedrich-zzz99-bonacina/lezioni-sulla-filosofia-della.html
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0 # antonio 2011-07-30 18:31
Beh i Papi che scendevano in guerra e il potere temporale della Chiesa che per millenni ha domnato l'europa e l'italia non li ho certi inventati io. Sono appunto notizie scritte in ogni libro di storia.
La chiesa è sempre stata antisemita e basta fare qualche semplice ricerca su google (che tu farai sicuramente) per rendersene conto se proprio non si hanno informazioni a riguardo provenienti sempre dallo studio della Storia (che non corrisponde certo alle omelie dei papi).Io non decontestualizz o nulla perchè l'antisemitismo cristiano dura da 2.000 anni praticamente. Quindi non è un evento spot preso come punto di riferimento per una discussione, ma è un comportamento strutturale e continuo che ha portato alla creazione di errate convinzione nella cultura europea che di sovente scaturiscono in orrori senza fine.

Daltronde era proprio Sant'Agostino a dire le seguenti parole:

“Gli ebrei sono stati dispersi fra tutte le nazioni a testimonianza della loro malvagità e della verità della nostra fede… Di loro è stato detto: ‘non ucciderli’, cosicché la stirpe ebraica resti in vita e dalla sua persistenza tragga incremento la moltitudine cristiana”

Per cui è logico che noi due parliamo una lingua diversa, c'è chi espone fatti storici che possono aver influito sul substrato culturale europeo e c'è chi si rifiuta di prenderne atto. Io comunque volo basso e piuttosto che incollarti link filosofici ti incollo il classico wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_e_antisemitismo

Ovviamente questo è solo un esempio, il mio ragionamento si basa su una mia osservazione personalissima che mette in evidenza come culture diffuse e tenute vive da politica o religione possono portare qualche matto a mettere in pratica ciò che la maggior parte della gente non fa.

Saluti :)
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0 # antonio 2011-07-30 18:35
ps, la storia dell'antisemiti smo della Chiesa è andata avanti fino alla seconda guerra mondiale. Cioè fino a 60 anni fa che sui tempi di ragionamento della Chiesa sono l'altro ieri, praticamente. Non è che ci dobbiamo dimenticare così velocelemente personalità come Pio XI.
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0 # Carmen87 2011-08-03 08:49
Forse non mi segui. Avevo fatto un discorso relativo alla concezione della storia come divenire, in cui non è possibile individuare dei soggetti di azioni che si svolgono nei secoli, ma tu rincari la dose e attribuisci a una Chiesa tutta ipostatizzata dei comportamenti millenari. Non esiste un tale soggetto storico, perché nella storia tutto è sottoposto a un divenire, a un progresso di conoscenze e di valori che sono sempre e comunque contestuali ai tempi. Sembrerebbe che tu pretenda dalla Chiesa di secoli fa una mentalità odierna, nel contesto di un sistema di valori totalmente diversi dai nostri. Stiamo parlando di periodi in cui non esisteva una cultura della diversità, così come non esisteva una cultura dei diritti civili, ecc. La Chiesa stessa, ben lungi dall'essere quel soggetto monolitico di cui sembreresti parlare è stata per secoli ostaggio di un'aristocrazia violenta che condizionava la sua vita istituzionale e finanche le elezioni dei Papi, i quali spesso venivano reclutati tra le loro fila. Stiamo parlando di una realtà umana che in quanto tale è soggetta ai tempi, così come di converso è tesa al loro superamento, per questo ti consigliavo di leggere Hegel, che non è un filosofo cattolico, sia chiaro, ma la cui lettura è utile a comprendere la complessità del processo dialettico insito nella storia. A me sembra che tu abbia una concezione della storia come di una favoletta per bambini, in cui fai ricorrere personaggi millenari. Non esistono questi personaggi millenari. E ti ripeto ciò che ho già detto in precedenza, che quando mi trovo a parlare con un mussulmano non vado a rinfacciargli la presa di Costantinopoli del 1453, cosa che tu invece vorresti fare nei confronti del mondo cattolico. Se io non lo faccio nei confronti di altre realtà non è per mero buonismo, ma perché so benissimo che si tratterebbe di un argomento pretestuoso, volto a usare la storia in modo strumentale per denigrare una realtà dei nostri tempi inserendola in un tutto inteso come astrazione storica a cui imputare cose che sono del tutto estranee al nostro sistema di valori. Tu non ti rendi conto della pretestuosità dei tuoi argomenti, e non hai neanche presente che anche i nazisti attribuivano colpe storiche agli Ebrei, e lo facebvano esattamente con lo stesso atteggiamento con cui tu vorresti attribuire colpe storiche a una realtà dei nostri tempi, la Chiesa cattolica, che ad oggi è tra le istituzioni più impegnate in quell'important issima realtà dei nostri tempi che è il DIALOGO INTERRELIGIOSO.
Ti consigliavo di leggere Hanna Arendt perché anche dell'antisemiti smo mi sembra che tu ti sia fatto una concezione da favoletta, mentre invece ci sono da fare delle distinzioni importantissime . Tu non sai cos'è l'antisemitismo ideologico moderno, il quale non nasce affatto all'interno della Chiesa, ma come fenomeno interrelato alla realtà dei pan-nazionalism i ottocenteschi, pan-germanismo e pan-slavismo, i quali non avevano a che fare in alcun modo con la realtà della Chiesa cattolica. L'antisemitismo che attribuisci alla Chiesa non era affatto antisemitismo in senso proprio, così come in senso moderno, ma era piuttosto assenza generalizzata di una cultura della diversità. Tu addirittura vorresti far continuare questo qualcosa di cui parli fino ai nostri giorni, ma stai facendo un discorso tutto campato in aria e parli di cose che non conosci, e che non conosci perché non te ne sei mai interessato, se non occasionalmente per fini strumentali, cercando di farti depositario della storia per darne un'interpretazi one tutta capziosa e volta a denigrare realtà odierne a cui evidentemente ti senti contrapposto per motivi di politica spiccia.
Per quanto riguarda la Seconda Guerra Mondiale, ti linko anch'io qualcosa:
http://www.ilprofetadelvento.it/La%20Chiesa%20e%20gli%20ebrei.htm
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0 # Carmen87 2011-08-03 08:51
Poi ripeto che la storia della Chiesa è stata sempre infarcita di leggende nere, molte delle quali vengono di continuo sfatate dalla moderna storiografia. Ma c'è una continua opera di generalizzazion e, di astrazione, di falsificazione e di inopportuna valutazione in merito ad eventi che appartengono a epoche in cui vigevano sistemi di valori diversi dai nostri, il che richiederebbe invece una comprensione che non è certo la lettura superficiale di chi si abbandona a dei giudizi sommari che nascono dall'indebita proiezione di valori della nostra epoca in contesti in cui di quei valori non c'era nemmeno l'ombra. Ti ho fatto presente che questo avviene solo nei confronti della Chiesa, alla quale si addebitano fatti di più di mille anni fa, ma tu ti disinteressi completramente a quest'argomento e parli addirittura di duemila anni, e lo fai quasi con senso di beffa. Ma negli USA ancora negli anni '60 del Novecento c'era la discriminazione razziale per legge, e dimmi tu se oggi si può imputare questo all'attuale presidente degli Stati Uniti d'America. Sarebbe ridicolo. Eppure si imputa di peggio a chi è tra i principali promotori del dialogo interreligioso.
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