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News dal Territorio

Resoconto dell'incontro anti-nucleare ad Avetrana

Come promesso riporto quello che più o meno è successo nell'interessante dibattito tenutosi oggi ad Avetrana sul possibile ritorno del nucleare...

(news: sono stati aggiunti i video dei TG locali)

{affiliatetextads 1, category, _plugin}Gli ospiti illustri erano tanti, c'era il Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, Legambiente Puglia, Federconsumatori Puglia, l'assessore regionale all'ambiente Michele Losappio, i rappresentanti della Provincia di Brindisi e della Provincia di Lecce, la Pro Loco di Avetrana organizzatrice dell'evento rappresentata Emanuele Micelli, l'ex sottosegretario di stato ora deputato on. Antonio Gaglione, c'era un cantante dei Sud Sound System che ha fatto un ottimo intervento di cui spero di poter pubblicare quanto prima il filmato, i rappresentanti dei Comuni di Sava, Manduria, Torricella, Porto Cesareo, Nardò. Per Avetrana c'era il dott. Bartolo Punzi, il dott. Luigi Conte, la dott.ssa Rosaria Petracca  (moderatore) e il Dott. Baldari che sostituiva il sindaco di Avetrana. Oltre alle personalità politiche e associazionistiche c'erano importanti personalità del mondo della ricerca in Italia, l'ex ministro nonchè consigliere comunale e ora prof. alla Sapienza Gianni Mattioli, e il professore sempre della Sapienza Massimo Scalia. Era presente inoltre l'associazione Grande Salento e il Presidente del Comitato Anti Nucleare degli anni 80 dott. Celestino Scariglia.

Il dibattito ha avuto una grande partecipazione da parte della cittadinanza (come non se ne vedeva da qualche anno) nonostante il forte temporale che dal pomeriggio ha colpito Avetrana. Di seguito pubblicherò qualche foto.

Terminata la carrellata delle personalità passiamo ai contenuti. Il dibattito è stato aperto da una presentazione di Bartolo Punzi e quindi dall'intervento di Francesco Tarantini (Legambiente Puglia) che ha posto l'attenzione sul documento che hanno inviato come associazione a tutti gli enti locali per dichiarare il proprio territorio di competenza contrario al nucleare. Questo invito è stato poi ufficialmente rivolto dalla Pro Loco Avetrana a tutti gli Enti rappresentati e sia i Comuni che le Province presenti hanno sottoscritto l'impegno ad approvare con relativa delibera la contrarietà del territorio al nucleare. E' da sottolineare come sia il Comune di Nardò che la Provincia di Lecce hanno già provveduto a ratificare questo principio con propri atti nei mesi passati. Per Avetrana vi è stato anche l'impegno da parte dell' assessore Baldari (ndr: nonostante una certa tidubanza) affinchè l'amministrazione approvi il documento di legambiente sposando così la causa antinuclearista. Seguiremo la vicenda. Il Presidente della Pro Loco Micelli ha indicato come in realtà l'opposizione in Consiglio Comunale aveva già presentato un ordine del giorno in merito, puntualmente disatteso. Il dibattito è proseguito con il breve intervento dei rappresentanti delle Province che hanno espresso il loro pieno sostegno alla campagna anti-nucleare e con Florido che ha evidenziato come la Provincia si sia impegnata nelle tecnologie alternative dotando per esempio gli edifici scolastici di pannelli fotovoltaici (processo in progress). Poi Rosaria Petracca ha fatto il punto sull'attuale Governo Berlusconi, responsabile di voler ripristinare il nucleare in Italia e chiedendo quindi un atto di chiarezza nei confronti dell'amministrazione comunale affinchè si esprima in merito anche per rispetto alla cittadinanza. Luigi Conte ha posto il punto sulla disinformazione che c'è nella popolazione italiana, visto che il Governo (come tra l'altro già denunciato da questo sito mesi fa) nei mesi passati ha fatto atti formali per preparare il terreno al nucleare senza che nessuno ne sia mai venuto a conoscenza.

Quindi la parola si è spostata un po più sul tecnico prima con l'intervento del prof. Scalia e poi con quello del prof. Mattioli. Scalia e Mattioli hanno praticamente smontanto le tesi dei nuclearisti a partire dalla economicità del nucleare fino ad arrivare alla presunta "abbondanza" del materiale fissile. Infatti secondo i loro pareri l'economicità è inesistente visto l'elevato costo di costruzione di una centrale (si parla di 5 o 6 miliardi di euro ciascuna, infatti per questi costi in Occidente non si costruiscono centrali se non una in Francia che è ferma da 1 anno per problemi di sicurezza), l'elevato costo del materiale fissile e la poca disponibilità visto che nei prossimi decenni il combustibile delle centrali nucleari dovrebbe esaurirsi. Ma il punto più eloquente scaturito dai loro interventi è che la ricerca è ferma a trenta anni fa. Non c'è niente di nuovo in termini di sicurezza e di tecnologia (terza generazione) purtroppo. Contestano la posizione di Chicco Testa che accusa gli antinuclearisti di fossilizzarsi e Scalia ha detto che "è ovvio che se la tecnologia è ferma a trenta anni fa, le convinzioni antinuclearisti sono di pari passo quelle di allora". Anzi ciò in cui si son fatti passi avanti è stato lo studio degli effetti delle radiazioni ionizzanti sull'uomo. Gli esperti hanno spiegato che secondo un recente studio internazionale, non esiste una soglia minima di esposizione (e quindi tutte le esposizioni sono dannose a prescindere) e che le radiazioni ionizzanti di potenza superiori a quelle della crosta terrestre sono tutte dannose sia sulle cellule somatiche (tumori) sia per gli aspetti genetici (malformazioni ereditarie). Ancora, ci si è soffermati sull'importanza che secondo alcuni riveste l'energia nucleare all'interno del sistema elettrico mondiale, ma in verità essa in tutto il mondo è inferiore addirittura alla quantità di energia prodotta dalle cetrali idriche. Quindi lo spauracchio paventato di qualcuno di rimanere senza energia elettrica è in realtà falso e senza fondamento. Per non parlare poi del problema delle scorie radioattive, che non si sa attualmente come smaltirle, dove smaltirle e come contenere la loro pericolosità. Difatti non esiste un posto sicuro sulla Terra per il confinamento dei fusti pieni di materiali radioattivi che hanno magari tempi di dimezzamento di centinaia di migliaia di anni o milioni di anni. Nemmeno le miniere di salgemma (fino ad oggi ritenute sicure) sono immuni dalle infiltrazioni delle acque, che poi vanno ad intaccare qualsiasi materiale. Per tali motivi è impossibile allo stato attuale delle cose quantificare il costo legato al trattamento-smaltimento delle scorie nucleari.

Per cui alla fin della fiera perchè introdurre il nucleare se:

1) nessuno in Occidente lo vuole

2) i tempi di costruzioni di una centrale sono di una decina d'anni se tutto va bene

3) la ricerca in termine di tecnologia e sicurezza è ferma agli anni '70 fine anni 60

4) non sono economiche visto l'elevato costo di costruzione, di gestione e di acquisto del combustibile destinato tra l'altro all'esaurimento

5) il problema delle scorie è senza soluzione

La serata è stata chiusa dall'intervendo dell'assessore Regionale Losappio che ha ovviamente confermato l'impegno della Regione a favore delle rinnovabili e il NO della Giunta Regionale al nucleare. Grazie alla politica di Vendola la Puglia è diventata la prima Regione in italia in termini di megawatt prodotti dalle fonti eoliche e fotovoltaiche. Ha indicato come la nostra regione sia in surplus di energia visto che ne esporta circa l'88% e quindi non si capiscono le ragioni per cui Berlusconi dovrebbe pensare a un possibile impianto nella nostra terra. Ma ha posto una attenzione molto forte alla solidarietà nazionale, la Puglia solidalmente può produrre energia anche per le altre Regioni (altrimenti se ognuno agisse autonomamente verrebbe meno l'unità nazionale) ma solo da fonti non inquinanti e attraverso una forte regolamentazione del settore. Per esempio ha indicato come qualche mese fa il consiglio regionale pugliese abbia approvato una legge per porre fine alla speculazione eolica, lege che poi inspiegabilmente è stata impugnata dinnanzi alla Corte Costituzionale da parte di un ministro pugliese, R. Fitto.


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