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Terremoto in Abruzzo: chi paga ora?

Incurante dei soldi necessari a garantire la trasferta in Abruzzo di ministri, sottosegretari, funzionari, auto blu, poliziotti di scorta, il Governo si riunisce all’Aquila per decidere quali spese tagliare per trovare i finanziamenti necessari alla ricostruzione. Berlusconi ha ripetuto più volte che per questo scopo ci sarebbero ben nove miliardi di euro del “Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale”....

Si tratta di una cifra cospicua ottenuta, però, sospendendo interventi già programmati per la bonifica dei siti industriali inquinati, per i nuovi contratti di sviluppo del Mezzogiorno, per l’estensione della rete di telecomunicazioni a banda larga, per l’utilizzo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico, e per il Programma “industria 2015” varato nel 2007 e centrato sui temi dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, delle nuove tecnologie per la vita, per i beni culturali e per il made in Italy. Per finanziare la ricostruzione, il Governo taglia, cioè, sul Mezzogiorno, sulla tutela ambientale, sulle innovazioni tecnologiche.

Nessuno nega che, di fronte ad una tragedia come quella che ha sconvolto l’Abruzzo, la priorità delle spese già stabilita possa e debba essere rivista. E’ scandaloso, però, che il Governo Berlusconi, pur di non toccare interessi consolidati e potenti, ignori altre proposte che se accolte garantirebbero alla ricostruzione risorse finanziarie molto superiori.

Sinistra e Libertà. Attraverso il suo sito web, ne ha indicate quattro:

1)rinvio o sospensione del Programma JSF per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F 35;
2)appello ala Confindustria, alle Banche, alle Assicurazioni perché si adoperino per far rientrare dall’estero i capitali illecitamente esportati senza chiedere sconti, regali o condoni;
3)rinvio o rinuncia al progetto del ponte sullo Stretto di Messina;
4)Sostituzione della costosissima riunione del G8 prevista in Sardegna con una Videoconferenza.

Ove fossero integralmente accolte, queste proposte produrrebbero un risparmio di circa trenta miliardi di euro.

In questo modo si salverebbero dai tagli spese “utili” e sarebbero tagliati programmi di cui il nostro Paese può fare tranquillamente a meno. Qui finisce l'articolo di "Sinistra e Libertà", ma a questi validi esempi di risparmio riportati non si può non ricordare che l'eliminazione dell'ICI per i redditi alti e la pagliacciata Alitalia ci è costata qualcosa come 7 o  8 miliardi di euro. Quindi se Berlusconi si fosse comportato seriamente invece che fare il giullare elettorale avremmo ben quindici mila miliardi da assegnare ai fratelli dell'Aquila senza esasperare il Mezzogiorno d'Italia che dei fondi che sta vedendosi sottratto ora, ha estremamente bisogno.

Che senso ha eliminare ogni investimento per l'economia del Sud mantenendo in piedi l'affare Ponte di Messina? E' solo una questione ideologica che quindi per principio, il venditore televisivo vuole a tutti i costi fare. Per essere utilizzato da chi..è un mistero.

Ma non dimentichiamoci che già prima del terremoto, per pagare l'ICI, Alitalia e per relagare soldi all Lega Nord il Sud aveva già perso completamente il Fondo FAS (aree sottoutilizzate). Ora fortunatamente ha pure la scusa del terremoto.

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