MANDURIA - Lo spostamento del depuratore e l’utilizzo delle acque reflue a scopo irriguo. Queste le soluzioni a cui ieri sera i sindaci di Manduria, Maruggio, Sava ed Avetrana sono giunti in comune accordo per cercare di placare la diatriba sul depuratore consortile. L’impianto, da realizzare in territorio di Manduria, ma a servizio dei quattro Comuni, non avrebbe trovato finora il benestare di tre delle amministrazioni chiamate in causa. Manduria, come Maruggio contestavano, infatti, lo scarico a mare delle acque depurate, perché in quella zona le acque sono balneabili. Mentre Avetrana non vedeva di buon occhio la vicinanza del depuratore alla zona marina di Urmo Belsito. Dall’altra parte, invece, Sava premeva perchè dall’entrata in funzione di quell’impianto dipende la soluzione ai problemi fognari.
Dopo anni di lotta, infatti, la città (finita anche su “Striscia la notizia”) è riuscita ad ottenere l’okay ed i finanziamenti per la posa in opera della fogna. Ma senza depuratore è inutile e nei giorni scorsi era giunta la notizia della revoca dell’appalto.
Una situazione che ha chiaramente riacceso gli animi ed allarmato l’amministrazione comunale savese che ieri sera ha ribadito la necessità di quell’impianto per il proprio territorio. Alla fine, però, si è trovata la quadra.
“Per la prima volta - commenta il padrone di casa, il neo sindaco di Manduria, Paolo Tommasino, siamo riusciti a metterci d’accordo. Con un documento firmato da tutti chiediamo ad Acquedotto Pugliese ed alla Regione Puglia la soluzione che venga incontro alle esigenze dei quattro territori interessati”.
{affiliatetextads 1,,_plugin}In sostanza nella nota si chiede di spostare il depuratore in modo che non venga danneggiata l’area balneare di Urmo Belsito; di affinare in modo superiore le acque con uno scarico cioè in tabella 4 anziché 1 come previsto; di non scaricare a mare le acque, ma destinarle ad uso irriguo o comunque in maniera da non preoccupare i territori di Manduria e di Maruggio. Adesso bisognerà attendere le risposte della Regione a cui viene chiesta, con urgenza, una conferenza di servizi.
(C) Tarantosera.com






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