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Speciale Depuratore Consortile

Amati: impegno per il depuratore di Manduria

"L'impegno che la Regione Puglia assume con riferimento alle problematiche relative all'impianto di sanificazione di Manduria è quello di aggiungere il modulo dell'affinamento, ben oltre il trattamento in tabella 4, per utilizzare i reflui in agricoltura, con l'uso della condotta sottomarina per smaltire il troppo pieno e garantire così la salute e la balneazione in quel mare bellissimo. Invito per questo il Consiglio comunale di Manduria a dare con chiarezza un segnale di disponibilità su questa proposta, che rappresenta l'unica prospettiva tecnicamente possibile, per la cui realizzazione manifesto tutto il nostro impegno."

Lo ha detto poco fa l'assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, nel corso della riunione del Consiglio comunale monotematico di Manduria sull'impianto di depurazione a servizio degli abitati di Sava, Manduria e marine di Manduria. "Poiché la falda e' stressata e salinizzata, il riutilizzo dei reflui in agricoltura e' la migliore soluzione alternativa al progetto attuale, la cui realizzazione comporterà solo una variante in corso d'opera sull'impianto, e il contemporaneo ammodernamento della rete irrigua esistente, gestita dal Consorzio di bonifica dell'Arneo.

La prospettiva generale con cui e' bene approcciarsi a questi argomenti dovrebbe sempre rispettare il monito mazziniano che invita a vivere tra coloro che verrano. Ho apprezzato la possibilta' che oggi ho avuto di vedere una comunità cittadina che si sottrae dal chiacchiericcio usuale della politica e affronta concretamente le problematiche, senza disperderne il merito. Bisogna partire dal dato di contesto: attualmente la città di Manduria usa un vecchio depuratore con un trattamento primario, ad essere generosi, e con lo scarico in falda, a causa del quale siamo sottoposti ad un procedimento di infrazione comunitaria; Sava vive una situazione complicata dove non c' e' un depuratore e si scarica in fosse biologiche che creano problemi di natura idraulica e igienica. In questo momento dunque esistono in questa zona forme di scarico dei liquami ad altissimo rischio di inquinamento del sottosuolo e delle attività che l'uomo compie sul sovrassuolo. Non dobbiamo dimenticare inoltre che la Puglia ha una geomorfologia molto complicata e non ha corpi idrici, per cui e possibile scaricare generalmente in mare.

Chiediamo inutilmente da sei anni al governo di prendere atto di questa condizione di originalità rispetto al resto d Europa e quindi la contestuale possibilità di scaricare in falda, in deroga alla normativa vigente, che rappresenterebbe l'unica vera soluzione da tutti i punti di vista. La Regione non ha alcuna intenzione di avvelenare le speranze di sviluppo di queste zone, e non l'aveva nemmeno quando con successo e consenso dei Cittadini ha ritenuto di costruire e mettere in esercizio condotte sottomarine a Bisceglie, Bari, Lecce, Mattinata, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Santa Cesarea Terme o Mola di Bari, o quando ha deciso di finanziarle a Otranto, Nardo' e Porto Cesareo.".

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