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Speciale Depuratore Consortile

Comitato Si depuratore NO scarico a mare, buono l'impegno di Amati ma vi sono anche altre soluzioni

http://www.statoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/05/amati-420x250.jpgDopo aver partecipato attivamente alle quattro manifestazioni del 18-21-25 e 28 Agosto ed alla raccolta delle firme da indirizzare non solo a NICHI VENDOLA ma a tutti coloro che devono e possono decidere sul recapito finale del depuratore, la riunione del Consiglio monotematico intercomunale di Manduria con la partecipazione dell’Assessore, non può che essere considerata l’inizio di una battaglia democratica ed ambientale CONTRO LA DESERTIFICAZIONE DELLA PUGLIA.

Il prof. ROMANAZZI ( chiamato come tecnico dal Comune di Manduria) ha spiegato i PRO ed i CONTRO di ogni soluzione, lasciando di stucco chi l’aveva invitato e più confuso di prima chi credeva di avere la verità in tasca.

La decisione non è solo tecnica ma politica ed amministrativa dove i soggetti decisionali sono molti ed ognuno deve assumersi la responsabilità della scelta NON PER OGGI MA PER DOMANI.

L’Assessore dopo aver garantito che si farà carico degli investimenti per il ripristino dell’ARNEO ed il massimo AFFINAMENTO (OLTRE LA TABELLA 4) delle acque reflue è stato molto chiaro:

- Non si può superare la soluzione dello sbocco a mare perché la legge nazionale VIETA L’IMMISSIONE DELLE ACQUE SANIFICATE NELLA FALDA PROFONDA.

Date le caratteristiche geo-morfologiche della Puglia, con l’assenza di corsi d’acqua superficiali, la Regione da tempo denuncia la situazione critica in cui si trova la falda da cui ormai si emunge acqua salmastra per l’innaffiamento .
Per questo noi confermiamo che la soluzione ecocompatibile, meno costosa e condivisibile c’é:

1. Costruire un depuratore nelle vicinanze di Manduria e Sava per i propri reflui, senza considerare le marine. In questo modo si risparmia la costruzione della condotta per i liquami di 11 Km e si è in prossimità della grande condotta dell’ARNEO;

2. Dotare le marine di acqua potabile e rete fognante per poi far confluire i reflui ad Avetrana e Maruggio visto che sono più vicini e sono dotati di depuratori senza sbocco a mare;

3. Attivare l’ARNEO affinché faccia utilizzare al massimo l’acqua depurata in agricoltura e l’AQP per l’ uso civile non potabile ( senza dimenticare che a tutt’oggi si usa l’ACQUA POTABILE per far scaricare il WC);

4. COSTRUIRE LE BARRIERE DRENANTI IN ATTESA CHE LA LEGGE NAZIONALE PERMETTA ( in deroga ) LO SVERSAMENTO DELLE ACQUE SANIFICATE IN FALDA COSI’ COME RICHIESTO, DA 6 ANNI, AL GOVERNO DALLA REGIONE PUGLIA.

AVETRANA 25-09-2011

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